RC professionale claims made: il rischio che arriva dopo
Un professionista riceve una lettera: un cliente gli chiede i danni per un lavoro consegnato anni prima
Nel frattempo ha cambiato compagnia, oppure è andato in pensione, oppure ha trasformato la sua partita IVA in una società. La domanda è una sola: la polizza paga? Con una RC professionale claims made la risposta dipende meno dall’errore e molto di più dalle date. È il rischio più sottovalutato fra quelli che le polizze base possono lasciare scoperti, ed è quello su cui si concentra questo articolo: lo spazio di tempo fra quando si sbaglia e quando arriva la richiesta di risarcimento. Lo vediamo un passo alla volta, partendo dalle domande che i professionisti fanno più spesso.
Cosa significa RC professionale claims made e in cosa è diverso dal loss occurrence?
Claims made, letteralmente «a richiesta fatta», significa che la polizza risponde in base alla data in cui arriva la richiesta di risarcimento, non alla data dell'errore che ha causato il danno. Il sistema opposto si chiama loss occurrence, «a fatto avvenuto»: qui conta il momento in cui si è verificato il fatto. La differenza sembra un dettaglio, ma cambia tutto. Con il loss occurrence il riferimento è la polizza attiva quando l'errore è stato commesso. Con il claims made, invece, la polizza che conta è quella in vigore quando la richiesta viene presentata. La rivista di Inarcassa, la cassa di previdenza di ingegneri e architetti, osserva che questo regime può coprire anche richieste su lavori meno recenti, ma solo a condizione di avere una copertura continua e costante nel tempo. Basta un periodo senza polizza, o un passaggio fatto male da un contratto all'altro, perché si apra un vuoto.
Cos'è la retroattività e perché una circostanza nota può farla saltare?
La retroattività è il periodo precedente alla firma del contratto per cui la polizza accetta di rispondere: copre errori commessi prima, purché la richiesta arrivi durante la validità. Nelle polizze base è di solito limitata a pochi anni, spesso due o tre, ed è in genere estendibile; secondo Inarcassa nelle polizze dei professionisti tecnici è normalmente illimitata, ma le clausole vanno lette con attenzione, perché la durata cambia da contratto a contratto. C'è poi un limite che conta anche con la retroattività più ampia: la circostanza nota. È un fatto che il professionista conosceva già al momento della firma e che poteva far prevedere una richiesta, come una contestazione del cliente o un errore di cui si era accorto. La copertura retroattiva funziona se la richiesta arriva per la prima volta dopo la stipula e nulla era noto prima. Chi cambia polizza con un problema aperto e non lo dichiara rischia di restare scoperto proprio su quel caso.
Assicurazione auto d’epoca: quali vantaggi può offrire
Chi possiede una vettura storica spesso non la utilizza per andare al lavoro tutti i giorni o per gli spostamenti quotidiani. La utilizza per vivere la propria passione. Una assicurazione auto storica può quindi essere costruita tenendo conto di un utilizzo più occasionale e delle caratteristiche tipiche di una vettura da collezione. A seconda della soluzione scelta, possono essere previste condizioni dedicate, come un premio personalizzato, modalità di gestione semplificate e formule pensate per chi possiede più veicoli. Questo può essere particolarmente interessante per i collezionisti che hanno nel proprio garage più auto, moto, ciclomotori o altri mezzi storici.
Cosa succede alla copertura quando smetto di lavorare o cambio forma?
Se la polizza scade e non viene rinnovata, una richiesta arrivata dopo la scadenza non è più coperta, anche se l'errore risale a quando si era assicurati, a meno che non sia prevista una postuma. Postuma, chiamata anche ultrattività, è l'estensione che copre gli errori commessi durante la polizza quando la richiesta arriva dopo la sua cessazione. Inarcassa indica proprio il pensionamento e il passaggio da partita IVA a società come casi in cui serve, e consiglia una postuma decennale, cioè di dieci anni. Il modo in cui si acquista varia: in alcuni set informativi, i documenti ufficiali che descrivono un prodotto assicurativo, la postuma decennale si ottiene con un premio unico pari a tre volte l'ultimo premio pagato. È l'esempio di un singolo prodotto, non una regola di mercato: tempi, costi e condizioni vanno verificati sul proprio contratto prima di chiudere l'attività o cambiare forma.
La polizza è obbligatoria per tutte le partite IVA?
Non necessariamente: dipende dalla professione esercitata. L’articolo 5 del DPR 137/2012 obbliga i professionisti a cui il decreto si applica a stipulare un’assicurazione idonea per i danni causati al cliente nell’esercizio dell’attività, compresa la custodia di documenti e valori ricevuti; l’obbligo è scattato, dopo una proroga, il 13 agosto 2013. Al momento dell’incarico il professionista deve comunicare al cliente gli estremi della polizza, il massimale (la somma massima che la compagnia paga) e ogni variazione successiva: non farlo costituisce illecito disciplinare. Secondo una sintesi di FiscoeTasse, la relazione illustrativa esclude chi lavora come dipendente o dove non c’è un rapporto fra professionista e cliente. Le fonti consultate non indicano un obbligo generale per ogni partita IVA: va verificato caso per caso. E in ogni caso la legge impone la polizza, non ne stabilisce le date.
Perché serve continuità di copertura quando si cambia compagnia?
Perché con il claims made ogni richiesta viene gestita dalla polizza attiva in quel momento: se il nuovo contratto non copre il passato, gli errori commessi con la vecchia compagnia possono restare senza protezione. Prima di cambiare conviene confrontare la data di retroattività del nuovo contratto con quella del vecchio, controllare che non ci siano giorni scoperti fra una scadenza e l’altra e dichiarare eventuali circostanze note. Ogni polizza ha condizioni proprie e non esiste una risposta valida per tutti. Per questo Insurance berica, come agenzia che fa da intermediario, può leggere con te il contratto in vigore, verificare fino a quando arriva la retroattività e se è prevista una postuma adatta ai tuoi programmi, dal cambio di compagnia alla pensione. Portare la polizza in agenzia prima del rinnovo, o prima di chiudere la partita IVA, è il momento giusto per capire se il tuo passato professionale è davvero coperto.